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sabato 1 ottobre 2016

La mala ordina, 1972, diretto da Fernando Di Leo - Film completo

La mala ordina è un film di genere noir del 1972, diretto da Fernando Di Leo. Il titolo provvisorio del film era Ordini dall'altro mondo, e il film costituisce il secondo capitolo della Trilogia del milieu, dopo Milano calibro 9 e prima di Il boss. Da un racconto di Scerbanenco il secondo episodio della “Trilogia del milieu” del regista, il meno cupo dei tre, il più satirico e ironico. All'inizio vien da sorridere nel veder protagonista un apparente sempliciotto,ma ben presto la forza e l'espressività di Adorf coinvolgono.Di Leo dirige con grande stile e cura nella costruzione dell'immagine e nel disegno dei personaggi, particolarmente coloriti.Dialoghi memorabili che per sua stessa ammissione ispirarono Tarantino nel suo “Pulp Fiction”. A differenza che la Milano cupa del film precedente, questa è una città soleggiata e primaverile, spensierata (non per i protagonisti). Anche in questo film il finale è formidabile e le scene di azione sono straordinarie, grazie al montaggio veloce e alla genialità delle inquadrature. Ottima la sceneggiatura, superba la fotografia, grande colonna sonora di Armando Trovajoli. Ricco e eccellente il cast in cui giganteggia Mario Adorf, qui forse all’apice della sua carriera di attore.

Milano calibro 9 (1972) diretto da Fernando Di Leo - Film completo

Milano calibro 9 è un film noir-poliziottesco del 1972, scritto e diretto da Fernando Di Leo, con Gastone Moschin, Barbara Bouchet, Mario Adorf e Philippe Leroy, uscito in Italia il 25 febbraio 1972.Ferdinando Di Leo è uno di quei registi italiani, come Dario Argento e Lucio Fulci, oggetto di recente rivalutazione in seguito alla stima all'estero e alla riscoperta di nuovi critici. Di Leo, che ha ben imparato la lezione del noir francese e americano, inaugura con questo film un trittico (la cosiddetta “Trilogia del milieu”), una specie di rinnovata epica della malavita, tre film d'azione di altissimo livello di cui ne riconoscerà i debiti un regista come Tarantino. Dai racconti di Giorgio Scerbanenco, “Milano calibro nove” è un film grezzo ma a suo modo affascinante, brillante e avvincente, con una grande colonna sonora di Luis Bacalov che cattura l'atmosfera opprimente di una plumbea Milano. La regia di Di Leo, accurata nella costruzione dell'immagine e nel disegno dei personaggi, che a nei suoi film assurgono a una dimensione statuaria, ha classe ed eleganza, è capace di sottigliezze e sfumature. Il film gira intorno al valore della lealtà. Splendida la Bouchet, grande Moschin, ma Adorf è ancora meglio. Il finale è magnifico.